"Thousands of people will invade Europe from Libya, with no one to stop," said Libyan leader Gaddafi in an interview with French weekly Le Journal de Dimanche. The Libyan case has sparked in the recent history of popular revolutions in North Africa the quickest reaction of the international community.
The U.S. and the EU have imposed sanctions. The UN Security Council unanimously adopted a resolution which declares the arms embargo, freezing the financial assets of senior officials of the regime and limits the ability to travel abroad. Rapid and cohesive at the UN, not seen for a long time now. Why? In
pole position, come in tutti i casi internazionali, gli interessi in ballo. Il segretario di Stato Usa Clinton è arrivata a dichiarare che gli insorti dell'est della Libia possono contare su "ogni tipo di assistenza" da parte degli Usa. Un coinvolgimento che stride con il passato, poiché la Libia non era più considerata un pericolo, ma neanche un alleato, e i legami con Tripoli erano molto ridotti. La Francia doveva invece farsi perdonare le fortissime critiche mosse verso Michelle Alliot-Marie, ministro degli Esteri,nota per i suoi legami con Ben Alì, e dimessasi proprio in questi giorni.
Un altro motivo propulsore dietro la rapida reazione della comunità internazionale è l'aumento del prezzo del petrolio,accelerato dalla rivolta:la Libia è stata nel 2009 il dodicesimo esportatore netto mondiale di petrolio,soprattutto verso l'Europa. L'Arabia Saudita ha aumentato la produzione di petrolio per compensare il calo di quella del paese africano.
Ma poiché i diritti umani, oltre agli interessi economici e politici, sono fortunatamente il primo oggetto di valore che richieda la salvaguarda costante e vigile degli organismi internazionali, motivo primo tra tutti gli altri è stata, senza dubbio,la violenza spietata della repressione. Il mondo era consapevole del dittatorismo di Gheddafi, ma il suo comportamento dei giorni odierni è apparso disumano e politicamente insensato. I tentativi di censura, le limitazioni all'uso di internet, le invettive contro gli insorti lo hanno indebolito oltremodo, insieme alle cifre spaventose delle stragi di civili. Quando il numero dei morti ha superato il migliaio di vittime, neppure lo sguardo distratto dei governi è potuto rimanere nella cecità e nell’inattività di fronte allo sdegno mondiale.
Un segnale arriva anche dall'Aia: il procuratore della Corte penale internazionale, Luis Moreno-Ocampo, ha annunciato l'apertura di un esame preliminare sulle violenze in Libia, che potrebbe condurre a un'eventuale inchiesta su Muammar Gheddafi per crimini contro l'umanità. L'ufficio del procuratore esamina al momento le accuse di attacchi su larga scala condotti contro la popolazione civile.
Dall'Europa intanto, seppur in ritardo, sono arrivate misure concrete contro the scheme: the freezing of assets is operating the six major components of the Gaddafi family, and 20 close associates of the Libyan regime. The EU regulation ordering the freezing of all funds and economic resources of these 26 people applies to all property "owned, held or controlled" by persons designated in the lists and also the total embargo on arms sales and prohibition on providing equipment that can be used for internal repression as vehicles equipped with water cannons, body armor, night vision goggles, knives with blades longer than 10 centimeters and sharp barbed wire. Italy
In addition, the Financial Security Committee met at the Ministry of Economy with the goal to verify the correct application of the sanctions decided by the European Union '. It is what it said in a note to Via XX Settembre, which states that "the task of the CSF in the coming days will be to continue to work co-ordinating the various institutions involved in subject to ensure constant monitoring of the situation and provide immediate and effective implementation of any new EU decisions with respect to the freezing of Libyan assets in the Member States ".
There is also a package of measures to alleviate the humanitarian situation in North Africa shocked by the riots and the migratory pressure on the Italian coast in the middle of the Council of Ministers meeting at Palazzo Chigi in these days. Foreign Minister Franco Frattini ha anticipato che nelle prossime ore l'Italia porterà aiuti a Bengasi, seconda città libica, e allestirà un campo in Tunisia al confine con la Libia, occupandosi anche del rimpatrio di migliaia di cittadini egiziani.
Per coordinare le iniziative in campo umanitario in Libia e fare il punto sugli sviluppi della crisi, il Ministro degli Esteri ha sentito telefonicamente l'alto rappresentante degli Esteri europeo Catherine Ashton e il neo ministro degli Esteri francese Alain Juppè.
Catherine Ashton ha telefonato al titolare della Farnesina anche per sondare la disponibilità italiana ad aiutare logisticamente una eventuale missione dell'Unità di crisi europea, guidata da Agostino Miozzo, a Tripoli. Obiettivo della mission would be an initial reconnaissance of the situation of European citizens' security and humanitarian.
Meanwhile, the exodus from the Maghreb does not stop. There are 552 migrants, almost all of Tunisian nationality, arrived in Lampedusa last night. Were housed at the shelter, waiting to be transferred to Bari and Brindisi.
and Libya, according to the latest news from Debka, a site close to the Israeli secret service, U.S. and European military advisers were already in Cyrenaica to help the rebels. The dictator, meanwhile, has charged, according to Al Jazeera, the former head of Libyan intelligence abroad, Bouzid Durda, to negotiate with the leaders of the revolt. Gaddafi has, however, claimed to have given orders not to fire on the demonstrators and that under no circumstances would use chemical weapons to end the rebellion, and also complained of having been betrayed by Western countries and they have no intention of going into exile, finally, invited the UN to organize a mission to Libya to see how things really are.
the next few days, will be discussed in detail the Libyan crisis to a European special summit in Brussels set for March 11 to coincide with that of the Eurozone member states have officially convened. Meanwhile, French Prime Minister François Fillon has confirmed that all options are being studied, including the banning of air operations in the territory of Libya, which richiederebbe il coinvolgimento della Nato dopo l'approvazione del consiglio di Sicurezza dell'Onu. L'Italia si è dichiarata favorevole a una no fly zone. Tuttavia, il capo della diplomazia canadese Lawrence Canon ha fatto sapere che "non sembra esserci consenso" tra gli alleati occidentali sull'imposizione di una zona di interdizione di volo in Libia. Una fonte diplomatica dell'Onu ha indicato come probabili in settimana nuovi incontri del consiglio di Sicurezza e ha sottolineato come la pressione si rafforzerà sulle Nazioni Unite in caso di un'escalation di violenze in Libia.
In qualsiasi modo si risolvi la rivoluzione libica, nei paesi dell’Africa del Mediterraneo è cominciata una nuova era, verso una democrazia compiuta o verso nuovi periodi di instabilità. Sarà da vedere se l’Onu e l’Unione Europea si riterranno preparate a favorire ed aiutare il cammino verso la democratizzazione, in forza delle parole “altisonanti” che riecheggiano in questi giorni di libertà, diritti, democrazia e cooperazione, e a organizzare e conservare una politica davvero efficace a fronte di un futuro esodo biblico verso le coste europee.
Michela Madonna
Responsabile Comunicazione
Giovani Democratici città di Pescara
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